Tutte le news raccolte da Mariah Sunflowers
da febbraio 2006 ad oggi.
giovedi 23 ottobre 2008 I
STAY IN LOVE
Il
quarto singolo di Mariah estratto da E=MC2 sarà
I stay in love. Il video andrà in onda per
la prima volta su BET Access Granted lunedi 27 ottobre.
Il video è stato girato da Nick Cannon nella
zona di Las Vegas.
(MariahCarey.com - Mariah Sunflowers)
giovedi 23 ottobre 2008 IL
TRAILER DI TENNESSEE
(Mariah Sunflowers)
giovedi 23 ottobre 2008 VERSACE
PER IL WHITNEY ART GALA
In occasione del Whitney Art Gala, tenutosi a New
York, al Whitney Museum of American Art, numerose
celebrities hanno indossato abiti della Maison Versace.
Mariah Carey - Cantante - Ha indossato un
abito Versace da sera in jersey nero.
Sting - Cantante - Ha indossato uno smocking collezione
Versace Uomo Autunno Inverno 08/09. Anche la moglie
Trudy Styler ha scelto un abito Versace cocktail ricamato
in chiffon nero della collezione Autunno Inverno 08/09.
Cristina Ricci - Attrice - Ha indossato un abito ricamato
in satin grigio, Atelier Versace collezione Autunno
Inverno 2008-2009.
Patrick Dempsey - Attore - Ha indossato un abito nero
a due bottoni in lana e seta, collezione Versace Uomo
Autunno Inverno 08/09. Nick Cannon - Attore e cantante - Ha indossato
uno smocking mono-bottone con doppio revers collezione
Versace Uomo Autunno Inverno 08/09.
Julian Schnabel - Artista - Ha indossato uno smocking
mono-bottone con revers a scialle, collezione Versace
Uomo Autunno Inverno 08/09. Anche suo figlio Vito
Schnabel ha scelto uno smocking Versace con revers
a specchio sempre della collezione Versace Uomo Autunno
Inverno 08/09.
(Crisalide Press)
giovedi 23 ottobre 2008 MODA:
MORTO BLACKWELL, LINGUA TAGLIENTE
WASHINGTON - Era la lingua più acida e tagliente
di Hollywood. Lo stilista Richard Blackwell, morto
a Los Angeles all'età di 86 anni, aveva creato
negli anni '60 la lista delle Dieci Celebrita' Peggio
Vestite, diventata un evento annuale grazie alla perfidia
delle definizioni spesso basate su geniali giochi
di parole. Così Madonna era descritta come
"The Bare-Bottomed Bore of Babylon" (la
'Noiosa Peccatrice dal Sedere Nudo'), Sharon Stone
era "Una Crudelia Demon ormai invecchiata"
e Britney Spears era passata "da Principessa
del Pop a fashion flop". Lo stilista non limitava
alle attrici le sue definizioni acide.
Nel 1969 al primo posto aveva messo la Regina Elisabetta
('Un catalogo vivente di ciò che è fuori
modà) e nel 1994 era toccato a Camilla Parker
Bowles ('Si è vista nello specchio e l'ha incrinatò).
Blackwell non aveva risparmiato neanche gli uomini:
nel 1996 era toccato al campione di basket Dennis
Rodman finire al primo posto (si era vestito da sposa
in un famoso servizio fotografico) e due anni dopo
era finita in vetta Linda Tripp, l'amica di Monica
Lewinsky (definita 'un cane da pastore dal pelo arruffato').
Blackwell, nato nel 1922 a New York come Richard Sylvan
Selzer, ha avuto una infanzia molto difficile: più
volte violentato dal patrigno (si rifugiava sul balcone
di casa con una bottiglia rotta come arma di difesa)
si era prostituito nel circuito gay per vivere.
Negli anni '30 si era trasferito in California dove
aveva tentato la carriera di attore conquistando pero'
solo parti minori (arrotondava facendo il fattorino
per la Warner). Negli anni '50 aveva scoperto il suo
talento di stilista, affermandosi rapidamente. Le
sue creazioni erano state indossate da Jayne Mansfield,
Jane Russell e da Nancy Reagan. Ma era stata la lista
delle celebrita' peggio vestite a dargli fama durevole:
all'epoca era una novità.
La prima lista, uscita nel 1960, vedeva Anna Magnani
al primo posto ('Sembra Eleonora Duse impegnata in
una tragedia di Shakespeare vestita da barbonà)
e Brigitte Bardot al secondo. L'anno successivo aveva
inserito Sofia Loren al secondo posto ('Veste come
una commessa anche nella vita realé). I suoi
bersagli preferiti erano all'epoca attrici come Zsa
Zsa Gabor, Jayne Mansfield, Liz Taylor, l'eterna Cher.
In tempi più moderni il mirino impietoso dello
stilista si era spostato su bersagli come Paris Hilton
e Britney Spears ('Stile libero, assolutamente prive
del senso della moda), Mariah Carey ('Please, lascia
qualcosa alla nostra immaginazioné) e Cristina
Aguilera ('Tutta volgarità, niente classé).
Negli ultimi anni, con i siti di pettegolezzi su Internet
pronti a rovesciare ogni giorno tonnellate di malignità
sui divi, la lista di Blackwell aveva perso il suo
sapore di novità. Ma continuava ad essere pubblicatissima
dai media americani.
(Ansa)
giovedi 23 ottobre 2008 USA:
AL PRIMO POSTO IL NUOVO SINGOLO DI BRITNEY
Britney Spears fa il record nella nuova classifica
USA: il suo singolo Womanizer brucia le
tappe passando dal numero 96 all1 e vende 286.000
copie in download. Negli Stati Uniti si tratta del
miglior risultato da parte di unartista donna
da quando, nel 2003, si è iniziato a conteggiare
i download digitali.
Per quanto riguarda invece gli album, Paper
trail di T.I. muove altre 177.000 unità
e rimane al vertice come la scorsa settimana, quando
il disco era riuscito a smerciare 568.000 pezzi. Risolleva
la testa Death magnetic dei Metallica;
lalbum dei Four Horsemen passa dal numero 5
al 2 mettendo in carniere altre 66.000 copie. Debutta
sulla terza tacca Appeal to reason dei
Rise Against, gruppo rock fondato a Chicago nel 1999,
mentre cala dal 2 al 4 lomonimo di Jennifer
Hudson, cantante della terza serie di American
idol. Gli Oasis, piuttosto inaspettatamente,
entrano in Top 10 per la prima volta dal 1997: il
loro Dig out your soul esordisce in quinta
posizione. Novità anche al sesto posto, dove
arriva "The bootleg series vol. 8 - Tell tale
signs: rare and unreleased, 1989-2006" di Bob
Dylan. Per il menestrello di Duluth si tratta della
diciassettesima entrata in Top 10 e ben della cinquantesima
nella classifica generale statunitense. Rimane sul
settimo scalino per la terza volta consecutiva Rock
n roll Jesus di Kid Rock, va giù dal
6 all8 Year of the gentleman di
Ne-Yo, entra sul numero 9 Greatest hits 3
di Tim McGraw, chiude i magnifici dieci Covers
di James Taylor. Closer: the best of Sarah McLachlan
perde di un soffio laggancio alla Top 10; il
disco si ferma al numero 11 con 40.000 copie.
(Rockol)
giovedi 23 ottobre 2008 ALICIA
KEYS E COLDPLAY IN TESTA AGLI AMERICAN MUSIC AWARDS
Alicia Keys conduce la corsa delle nomination ai
prossimi American Music Awards con cinque menzioni,
mentre a quota quattro ognuno vi sono Coldplay ed
Eagles. A quota due ci sono Kanye West, Carrie Underwood,
Mary J.Blige, Garth Brooks, Mariah Carey e Rascal
Flatts, mentre tra i vari artisti fermi ad una menzione
sono da annoverare Foo Fighters, Jay-Z, Linkin Park,
Kid Rock e Rihanna. La premiazione della trentaseiesima
edizione della manifestazione si svolgerà il
prossimo 23 novembre al Nokia Theatre di Los Angeles.
Si esibiranno dal vivo, tra gli altri, Jonas Brothers,
Pink e New Kids On The Block. I vincitori più
premiati nella storia degli AMAs sono gli Alabama,
con 22 statuette.
(Rockol)
giovedi 23 ottobre 2008 PAVAROTTI:
CD E DVD CON I DUETTI PIU' BELLI
E' prevista per il 17 ottobre l'uscita di un nuovo
cd e un dvd di Luciano Pavarotti.
Il cofanetto conterrà i duetti più belli
del tenore con le pop star internazionali, tratti
dai vari Pavarotti & Friends.
Ad un anno dalla scomparsa del grande tenore modenese,
la Decca pubblica i duetti più belli di Big
Luciano.
Molti dei cantanti che duettano con lui in questo
album hanno omaggiato ieri sera Luciano Pavarotti
in un concerto a Petra.
Tra le star che faranno parte del cofanetto speciale
troviamo: Celine Dion, Elton John, Mariah Carey, Bono,
Eric Clapton, Lionel Richie, Bryan Adams, Sheryl Crow,
Jon Bon Jovi, Eurythmics, per citarne alcuni.
Il tributo di ieri sera (giorno del suo compleanno),
in onore del tenore, ha visto salire sul palco: Andrea
Bocelli, Jovanotti, Laura Pausini, Sting che si è
esibito con il liutista Edin Karamazov e Zucchero.
Pavarotti è stato tra gli artisti italiani
più apprezzati in tutto il mondo, sia per le
indubbie qualità vocali quanto per l'impegno
profuso in campo sociale.
(Fullsong)
sabato 04 ottobre 2008 NUOVO
SINGOLO: "I STAY IN LOVE"
Uscirà
tra poco un nuovo singolo estratto dall'ultimo album
di Mariah; si tratta di "I Stay In Love"
che dovrebbe iniziare ad imperversare nelle radio
americane a partire dal 21 ottobre.
Jasmine Dotiwala nel suo blog ha detto, " Chiarisco
una cosa, tutte queste storie che non verranno più
pubblicati singoli da E=MC2 non sono esatte".
Mariah questo weekend sarà a Las Veas proprio
per girare il video per "I Stay In Love".
Il clip sarà girato da Nick Cannon secondo
una story line scritta dagli stessi Mariah e Nick.
Intanto il singolo è già scaricabile
da ITunes USA.
(mariahdailyjournal - mariahsunflowers)
sabato 04 ottobre 2008 MARIAH
DIVENTA GLOBAL HUNGER AMBASSADOR
Mariah
sta assumendo un ruolo di grande importanza e sta
facendo sentire la sua voce nella lotta contro la
fame in qualità di Ambassador for the World
Hunger Relief 2008 Fall Campaign che andrà
a beneficiarlo United Nations World Food Programme
(WFP). Per dare il suo supporto, Mariah ha concesso
un download libero della canzone "Love Story",
dall'ultimo album E=MC2, a chiunque faccia una donazione
in uno dei 35.000 ristoranti Yum! Brandsche partecipano
in tutto il mondo.
Più di 850 milioni di persone in tutto il mondo
combattono contro la fame e la malnutrizione. Questoè
dovuto ad una crisi globale del cibo. La fame uccide
più persone di quanto non facciano l'AIDS,
la malaria e la tubercolosi messe assieme. Noi possiamo
fare in modo che questo non succeda più. per
piacere, aderisci alla campagna di Mariah, di Yum!
Brands e allo United Nations World Food Programme.
Per maggiori informazioni www.FromHungerToHope.com.
(MariahCarey.com - mariahsunflowers)
sabato 04 ottobre 2008 AMY
E MARIAH NEL TRIBUTE ALBUM DI QUINCY JONES
Un
nuovo album dalle grandi ospitate, nel quale spiccherà
la Winehouse, la Carey e Usher.
Ecco servita su un piatto d'argento la vendetta della
turbolenta Amy Winehouse nei confronti della rivale
canora Alicia Keys.
Ricordate le peripezie per la scelta della voce femminile
per la soundtrack di Quantum of Solace?
Ebbene, compagno di avventura di Amy per il brano
Another way to die avrebbe dovuto essere Mark Ronson,
cantante nonchè produttore, il quale però
aveva preferito accantonare il progetto a causa delle
ormai troppo note bizze della Winehouse.
A quanto pare, però, le si sta aprendo una
nuova porta per partecipare al tribute album dedicato
al mitico Quincy Jones.
L'album vedrà la partecipazione di tanti artisti
tra i quali val bene la pena menzionare Mariah Carey
e Usher.
Una nuova opportunità offerta da Ronson all'esagerata
Amy Winehouse che, in questi giorni, rotocalchi e
magazine di gossip vorrebbero allo stremo fisico e
mentale per sua stessa ammissione.
Una cosa è certa: sia questa strategia di marketing
o reale interesse per le doti canore della sregolata
Amy, questo album tributo potrebbe essere il giusto
stimolo per risalire la china.
(fullsong)
sabato 04 ottobre 2008 WHAT'S
UP
-
Recentemente Oprah Winfrey avrebbe negato le voci che
stanno circolando su una presunta gravidanza di Mariah.
"Abbiamo chiamato Mariah e ci ha confermato la
falsità della notizia", ha detto Oprah durante
il suo show;
- nuovo appuntamento per Long Island Music Hall of Fame
Induction: Mariah parteciperà a questo evento
previsto per il 30 ottobre a NY. Altre star presenti
saranno Public Enemy, LL Cool J, Neil Diamond e The
Ramones;
- gli utenti di 411mania.com hanno votato per le 5 canzoni
migliori degli anni 90. "One Sweet Day" si
è piazzata alla posizione #4;
- Mariah Hosting Nick's Birthday Party at PURE
On Tuesday, October 7, Mariah will be hosting Nick's
birthday party at PURE Nightclub inside Caesars Palace
in Las Vegas, Nevada. Check out the press release
below.
- sembra che Mariah abbia organizzato la festa di
compleanno per il marito Nick, questo 7 ottobre, presso
il Pure, uno dei club più cool di Las Vegas;
- questa la scaletta eseguita da Mariah al mini-concerto
di Hong Kong:
01 - Touch My Body
02 - Shake It Off
03 - Dreamlover
04 - I'll Be There
05 - My All/My All Remix
06 - Make It Happen
07 - Always Be My Baby
08 - I'm That Chick
09 - We Belong Together
10 - Hero updated
11/12 - Without You/We Belong Together Remix (Outro).
(mariahdailyjournal - mariahsunflowers)
sabato 04 ottobre 2008 PRINCIPE
DEL BRUNEI, SOLDATO PER POCO
Il 26enne Azim, playboy figlio del sultano del Brunei,
ha abbandonato dopo soli sette giorni la dura accademia
militare di Sandhurst. Nella stessa base, sono stati
addestrati suo padre, considerato l'uomo più
ricco al mondo, e i principi inglesi William e Harry.
Lontano dai lussi e dalle ricchezze, il 26enne ha
collezionato un'altra figuraccia: prima era già
stato rifiutato dall'Università di Oxford.
Dopo essersi laureato nella Oxford Brookes University,
il principe del Brunei pareva pronto per la vita militare:
in compagnia del potente padre, all'inizio di settembre
si era presentato nella base di Camberley nel Surrey.
Lì il sultano aveva avuto un incontro privato
con il comandante Maggiore Generale DJ Rutherford
Jones.
Da quel momento era cominciato il faticoso, ma breve,
addestramento militare di Azirm. Ma, a distanza solamente
di una settimana dall'inizio dei corsi, la decisione
dell'abbandono: una mattina, il principe si è
alzato e ha avvisato i suoi compagni cadetti che non
avrebbe preso parte all'esercitazione mattutina. Due
giorni dopo, "armato" di valigie, il principe
era pronto per tornare a casa.
Il principe non sarà certo ricordato per la
sua tenecia e per la sua determinazione. Indimenticabili
sono, invece, i preziosi regali che ha donato ad alcune
star, come una collana dal valore di 3 milioni di
sterline consegnata con un jet privato alla prorompente
Mariah Carey o un anello da 30mila sterline regalato
a una ex concorrente del Grande Fratello inglese.
Troppo impegnato in feste e sfarzi, Azim non brilla
neanche nello studio: nonostante le pressioni del
padre, la sua domanda di ammissione era stata rifiutata
dall'Università di Oxford e perciò aveva
dovuto ripiegare sulla meno celebre Oxford Brookes
University.
(tgcom)
sabato 04 ottobre 2008 ZOHAN,
TUTTE LE DONNE VENGONO AL PETTINE
La
questione Israelo-Palestinese è una sorta di
tabù ad Hollywood per una serie di motivi abbastanza
spinosi e scomodi. Comè ben noto, la
comunità ebraica è molto influente nella
Città del Cinema californiana, tanto in termini
produttivi, quanto creativi. Nomi come Woody Allen,
Steven Spielberg, Melvin Kaminsky (meglio noto ai
più come Mel Brooks), Avi Arad (fondatore degli
ormai celeberrimi Marvel Studios) sono dei punti di
riferimento imprescindibili per lindustria e
hanno dato origine ad autentiche perle di storia del
cinema: la nostra vita di cinefili non sarebbe, probabilmente,
la stessa senza lavventura del tenero E.T.,
senza gli scambi di battute fra Igor, che si pronuncia
Aigor, e il Dottor Frankenstein, che, invece, va detto
Frankenstin, o senza le domande esistenziali
di un gruppo di spermatozoi pronti ad andare in missione.
Tale ascendente da luogo, però, a dei notevoli
grattacapi quando si devono fronteggiare temi ardui
come, appunto, i sanguinosi dissidi nel medio oriente.
Se, da una parte, il cinema europeo, vuoi per una
diversa sensibilità, vuoi per le differenti
dinamiche di produzione, non è alieno dallaffrontare
con una certa frequenza largomento della difficile
convivenza fra ebrei e mussulmani, con opere di rara
intensità e poeticità come Monsieur
Ibrahim et les fleurs du Coran di Francois Dupeyron
o La Banda dellisraeliano Eran Kolirin
(prodotto con capitali franco/israeliani), Hollywood
molto spesso elude queste vie tortuose e le polemiche
che accompagnarono luscita del controverso,
struggente e splendido Munich di Steven
Spielberg, ricordano alle platee del mondo che certe
dispute è meglio lasciarle trattare agli europei
che, quanto a grancassa mediatica e a rientri delle
spese sostenute, stanno esponenzialmente più
indietro rispetto al mastodontico Sistema delle Major
e si possono quindi permettere il lusso di esplorare
territori off limit.
A tre anni di distanza dal film di Spielberg, ecco
che la Mecca del Cinema tocca nuovamente, seppur velando
il tutto col rassicurante e digeribile manto della
commedia, lostica materia di cui sopra con Zohan.
Tutte le donne vengono al pettine (Sic!), diretto
da Dennis Dugan ed interpretato da Adam Sandler, autentico
King of Comedy statunitense che ancora, nonostante
diversi anni donorata carriera, stenta a far
breccia nei cuori degli spettatori italiani.
Sarà questa la volta buona?
Sulla spiaggia israeliana di Bat Yam, il super agente
del Mossad Zohan Dvir (Adam Sandler) si sta godendo
un po di sano riposo esibendo il suo look da
spiaggia a base di jeans corti, maglietta raffigurante
Mariah Carey (!) e sandali dordinanza. Fra un
ostentazione di mirabolanti palleggi di hacky sack
capaci di suscitare effetti simil orgasmici nelle,
naturalmente, bellissime bagnanti presenti sul litorale,
gare di tiro alla fune dove riesce a sconfiggere da
solo un gruppo di forzutissimi energumeni e non solo
(tranquilli, non vi rovineremo la sorpresa rivelandovi
quali altri atipici contendenti verranno battuti dal
nostro energico protagonista) e abbondanti sorsate
di aranciata Fizzy Bubblech lo spasso e il relax sembrano
garantiti per Zohan. Tuttavia, mentre prepara in spiaggia,
con una misé quantomeno osé, del pesce
arrosto per lui, un suo amico e le loro sexy commensali,
un elicottero dellesercito israeliano atterra,
interrompendo pranzo e vacanza: cè di
nuovo bisogno del suo aiuto perché il terribile
terrorista palestinese Fatoush "Phantom"
Hakbarah (John Turturro) è di nuovo in azione.
Zohan però è stanco di questa lotta
sanguinaria e infinita. I suoi sogni, infatti, nascono
e crescono fra le pagine di un catalogo anni ottanta
di Paul Mitchell, fra le messe in piega alla moda,
seppur di ventanni fa, le cotonature improbabili
e i tagli di capelli Avalon Style. Non vuole più
seguire le logiche guerrafondaie e di vendetta che
regnano fra il suo popolo e quello palestinese. Desidera
solo rendere le persone lisce come la seta
usando forbici e phon.
Quale miglior occasione per poter ricominciare da
capo una vita che fingersi morto durante lo scontro
con Phantom? Grazie allaiuto del suo amico pellicano
(!), riuscirà nel suo intento e, viaggiando
nella stiva di un aereo passeggeri, sbarcherà
nella Grande Mela, tenendo tutti alloscuro della
propria identità e provenienza. Da lì
in poi, inizierà la sua ascesa come coiffeur
lavorando presso il salone della bella palestinese
Dalia (Emmanuelle Chriqui) di cui finirà per
innamorarsi. I guai inizieranno tanto nel momento
in cui verrà riconosciuto da un tassista palestinese
di nome Salim (Rob Schneider) quanto a causa dei piani
del businessman Michael Buffer, deciso a rimodernare
tutto lisolato attraverso la costruzione di
un centro commerciale. E così, Zohan dovrà
scontrarsi nuovamente con Phantom, divenuto nel frattempo
titolare di una catena di fast arabian food. Ma gli
esiti di ciò, potrebbero forse portare inattese
conseguenze?.
Adam Sandler, a dispetto della sua quasi totale mancanza
di consensi nel Bel Paese, rappresenta un vero e proprio
punto fermo dello showbiz statunitense: quasi tutti
i suoi film hanno superato la fatidica soglia dei
cento milioni di dollari dincasso ai botteghini
stars and stripes. Condivide la stessa strana sorte
di Will Ferrell, dato che quasi tutto ciò che
tocca si trasforma in una gallina dalle uova doro,
ma, come laltissimo comprimario di diversi film
con Ben Stiller e Owen Wilson, viene apprezzato allestero
più che altro quando si cala in contesti meno
dichiaratamente carnascialeschi e più virati
verso il cinema, per così dire, impegnato
("Punch Drunk Love" di Paul Thomas Anderson
o "Reign Over Me" di Mike Binder), se vogliamo
proprio usare una di quelle limitanti etichette tanto
in voga quando si devono fare delle distinzioni manichee
in ambito cinematografico.
Paradossalmente, questo "You dont mess
with the Zohan" (ringraziamo vivamente chi ha
scelto lo spiritosissimo titolo italiano
del film perché ha dimostrato ancora una volta
che non cè davvero limite al peggio),
ha molto più in comune con la tragedia post
11/9 firmata Sandler/Binder piuttosto che con la becera
commedia dei PACS "I Now Pronounce You Chuck
and Larry" diretta sempre da Dennis Dugan e intepretata
dal nostro golden boy in coppia con Kevin James, attore
che merita affetto già solo per le divertentissime
e goffe mosse di danza esibite in "Hitch"
dove rubava più di una volta le luci della
ribalta a quell'altro fabbrica verdoni di nome Will
Smith.
La lavorazione del film, infatti, era già iniziata
nel 2000, ma il tutto venne poi messo in stand by
a causa dei tragici eventi accaduti nel settembre
del 2001. Gli strascichi di quel giorno che ha segnato
in modo profondo la coscienza collettiva statunitense,
e non solo, si fanno sentire in più di una
scena di questo Zohan in cui spesso vengono derise
le paure che ormai albergano negli abitanti della
grande mela, il timore originato dal fatto che solo
perché una persona ha un colore della pelle
un po troppo tendente allo scuro e una barba
nera e crespa debba essere per forza un terrorista
(unangoscia già resa esplicita da Spike
Lee e Russell Gewirtz in "Inside Man").
La base per una buona commedia di costume, quindi,
ci sarebbe pure; il problema però, è
costituito dal fatto che Sandler and Co. non hanno
mai il coraggio di far crescere il counter della satira,
non arrivano mai a viaggiare in sesta come invece
è solito fare un altro Big Boy dello spettacolo
Yiddish, quel Sacha Baron Cohen capace di lacerare
ben più a fondo le ipocrisie del costante clima
di paura e xenofobia in cui vive buona parte del mondo
occidentale. Adam Sandler ha, se non altro, il merito
di non riproporre in toto i soliti tratti distintivi
dei suoi personaggi, sempre sbruffoni, fedifraghi
e tendenzialmente bastardi, almeno fino al classico
ravvedimento finale dovuto, per lo più, allincontro
con la donna della vita. Zohan Dvir è un adorabile
e sognatore pushtak (una specie di punk israeliano
tipico degli anni 70 e 80) che stravede
per la discomusic, Mariah Carey, per dei tagli di
capelli Paul Mitchell che ignora essere ormai fuori
moda; dopo anni passati ad inseguire e catturare terroristi
che vengono poi puntualmente rilasciati per via di
qualche trattativa o scambio di prigionieri, desidera
solo farla finita con questo clima dodio regalando
un look setosoalle persone per farle sentire
meglio! Unico trait dunion con le altre performance,
è lincredibile ascendenza di Zohan sul
gentil sesso: le sue ragguardevoli doti, messe ben
in evidenza da una protuberanza inquietante che fa
prepotentemente capolino nelle parti basse,
manda in visibilio le attempate clienti del salone
di Dhalia, tanto che ogni seduta si trasforma in una
sorta damplesso allegorico in cui sono le bocce
di shampoo ad eiaculare addosso alle entusiaste e
soddisfatte avventrici.
Se, quindi, da un certo punto di vista, lobbiettivo
di deridere certe paure ormai endemiche è centrato
solo in parte, è nella delirante assurdità
di certe scene che Zohan colpisce appieno il bersaglio.
Buona parte del film, è abbellita da quellironia
iperbolica e dissacrante tipica delle migliori produzioni
del trio Zucker/Abrahams/Zucker, tanto nelle scene
dazione (che parodiano quel parkour tanto in
voga negli action USA in stile "Casino Royale"),
quanto in quelle semplicemente dialogate in cui, solo
per fare un esempio, i personaggi chiacchierano amabilmente
nel salotto di casa mentre giocano ad hacky sack,
usando una palletta davvero poco convenzionale.
Adam Sandler, seppur con una prova davvero in linea
con le sue doti da comedian, non ha però il
coraggio di aggiungere quel pizzico di cattiveria
in più che gli avrebbe forse permesso un ulteriore
salto di qualità e la sceneggiatura scorre
via in modo del tutto prevedibile, così come
alcune gag, semplicemente basate sui classici stereotipi
razziali. Il cast di comprimari, regge bene il ritmo
della vicenda. John Turturro riesce in maniera davvero
mirabile a passare dal cinema indie a quello mainstream
grazie al suo istrionismo sopra le righe, mentre le
classiche spalle di Sandler, Schneider e Swardson
fanno, come al solito, il loro dovere fornendo dei
validi assist al protagonista (ed è proprio
di un imbranato Schneider alle prese con una hot line
per terroristi una delle scene più divertenti
di tutto il film).
Nutrito il numero dei cameo, come spesso accade nelle
pellicole di Adam Sandler: Henry Winkler, Mariah Carey,
Kevin James, Gorge Sulu Takei sono solo
alcune delle celebrità che faranno capolino
in Zohan.
Ma la palma doro per la comparsata più
caustica e corrosiva va al cantante Dawe Matthews.
Vedere per credere.
(everyeye)
sabato 04 ottobre 2008 LE
POPSTAR PIU' SEXY DEL 2008
Il pop è sexy, come spesso le sue protagoniste.
Vota la protagonista più sexy del panorama
pop mondiale (e italiano) che ha avuto un ruolo di
spicco con la sua musica, e con le sue curve, anche.
Potete votare solo se registrati al sito e il sondaggio
avrà una durata di una settimana. Se avete
le carte in regola, vi basta cliccare sullapposita
immagine.
I protagonisti sono: Alicia Keys, Mariah Carey, Britney
Spears, Leona Lewis, Rihanna, Madonna, Giusy Ferreri,
Nicole Scherzinger, Miley Cyrus, Christina Aguilera,
Katy Perry, Estelle. Per facilitare il lavoro, vi
mostriamo una gallery dedicata con foto di maggiore
qualità. A tra sette giorni con i risultati.
(soundsblog)
sabato 04 ottobre 2008 MARIAH
CAREY, UNA COMPILATION DI BALLATE
Uscirà
il prossimo 24 ottobre in Italia un nuovo cd della
popstar Mariah Carey intitolato "The ballads".
Si tratta una compilation di ballate, 18 successi
realizzati in un decennio di carriera (è tra
le artiste femminili di maggior successo nella storia
della musica, con oltre 200 milioni di dischi venduti)
e che hanno visto la collaborazione di artisti come
Boyz II Men, Westlife, Luther Vandross e altri. La
compilation uscirà il 20 ottobre in Inghilterra
e nel Gennaio 2009 in Canada e America forse anche
per accompagnare il ritorno della cantante sul grande
schermo che avverrà il prossimo dicembre nella
pellicola 'Tennessee' con un ruolo di primo piano.
Oltre a comparire come attrice, Mariah Care ha interpretato
una canzone che fara' da colonna sonora al film dal
titolo 'Right To Dream'.
(bintmusic)
sabato 04 ottobre 2008 50
ANNI DI CLASSIFICHE SU BILLBOARD
Il
settimanale statunitense che viene definito la Bibbia
del musicbusiness va giustamente fiero delle sue classifiche,
la famosa hit, di cui si celebrano ora i 50 anni.
Per l'occasione, Billboard ha pubblicato con grande
clamore l'elenco dei singoli più venduti. Al
primo posto, sorpresa, resta dopo 48 anni di miliardi
di canzoni il singolo "The Twist" di Chubby
Checker, anno di grazia 1960.
Ma non minor sorpresa suscita il secondo posto: Santana,
ma non il Santana degli anni ruggenti, bensì
quello della rinascita di Supernatural nel 1999, con
la canzone "Smooth" featuring Rob Thomas.
E poi c'è qualcuno che continua a chiamarla
"musica giovane...". (tra l'altro, di Santana
sta uscendo un cofanetto.-..).
A seguire:
3) Bobby Darin, Mack the Knife, 1959.
4) LeAnn Rimes, How Do I Live, 1997
5) Los Del Rio, Macarena, 1996
6) Olivia Newton-John, Physical, 1981
7) Debby Boone, You Light Up My Life, 1977
8) The Beatles, Hey Jude, 1968 9) Mariah Carey, We Belong Together, 2005
10) Tony Braxton: Un-break My Heart, 1996.
Ovviamente questi dati si riferiscono soltanto al
mercato americano.
Colpisce che molte canzoni rimaste nell'immaginario
collettivo siano molto indietro nella hit delle hit:
I Bee Gees con "How Deep is Your Love" del
1977 sono ventesimi, venticinquesimi i Police con
"Every Breath You Take" dell'83 (seguiti
da "What a Feeling" di Irene Cara, dello
stesso anno).
"Night Fever" dei Bee Gees nel '78 è
al n.33, "Say Say Sa y" di McCartney-Michael
Jackson dell'83 è al 35; "Candle in the
Wind" di Elton John (1997 in morte di Diana),
è al n.41.
Mi sorprende che Madonna sia solo al n.95 con "Like
a Virgin", del 1984..
(la stampa)
sabato 04 ottobre 2008 MILANO:
HIP HOP TV PARTY, IL PRIMO CANALE DEDICATO ALLA MUSICA
URBAN
Five
Stars è il fiore allocchiello dellhip
hop italiano, un gruppo di operatori del settore che
nel tempo si sono affermati grazie ad organizione
di eventi, one night e collaborazioni con etichette,
artisti e operatori media. Five Stars ospita questo
venerdì la festa del primo canale televisivo
interamente dedicato alla musica black: HIP HOP TV.
Sul palco, per loccasione, una kermesse di artisti
di proporzioni gargantuesche.
Circa venti realtà più o meno famose
del panorama hip hop italiano: dai Club Dogo a Piotta,
da Esa e Tormento a Marracash. Oltre naturalmente
a molti ospiti e soprattutto ai dj resident di Five
Stars Max Brigante ed Herca e al vocalist/animatore
della serata Mc Rido.
Five Stars collabora pienamente alla nascita di Hip
Hop TV, attraverso la figura di Max Brigante che ne
è direttore artistico.
Lui stesso afferma che «La penetrazione della
cultura hip hop nella società contemporanea
non ha eguali» continua Brigante «Musica,
moda, città, linguaggio, tutto sembra muoversi
a ritmo di hip hop». Le principali star della
musica contemporanea appartengono alla scena urban,
da Justin Timberlake a Mariah Carey, passando per
Rihanna e Snoop Dogg, solo per citarne alcuni. Vivo
la nascita di Hip Hop TV come una naturale conseguenza
di questa evoluzione culturale e musicale. Hip Hop
TV piacerà a tutti: sarà una TV capace
di soddisfare i cultori del genere e di conquistare
anche i molti che proprio grazie a Hip Hop
TV - scopriranno di amare la musica black».
Proprio Hip Hop TV è da subito diventato media
partner delle serate Five Stars insieme a radio 105
Five Stars è il marchio di riferimento della
scena Hip-Hop milanese da oltre 6 anni. Uno straordinario
concept di residenza hip hop che offre al pubblico
intrattenimento dal Djset accompagnato da Mcs di fama
nazionale, al corpo di ballo professionista, a veri
e propri concerti dal vivo coi principali protagonisti
della scena hip hop italiana.
Dal palco di Five Stars sono passati tutti gli esponenti
del genere nel corso degli anni. Numerose anche le
sedi che hanno ospitato Five Stars: Rolling Stone,
Hollywood, Amnesia solo per citarne alcuni.
Apertura ore 23.00 Ingrersso 20 €, con riduzione
15 €