NEWS ARCHIVE

Tutte le news raccolte da Mariah Sunflowers da febbraio 2006 ad oggi.

giovedi 23 ottobre 2008
I STAY IN LOVE

Il quarto singolo di Mariah estratto da E=MC2 sarà I stay in love. Il video andrà in onda per la prima volta su BET Access Granted lunedi 27 ottobre. Il video è stato girato da Nick Cannon nella zona di Las Vegas.

(MariahCarey.com - Mariah Sunflowers)

 

 


giovedi 23 ottobre 2008
IL TRAILER DI TENNESSEE

 

(Mariah Sunflowers)


giovedi 23 ottobre 2008
VERSACE PER IL WHITNEY ART GALA



In occasione del Whitney Art Gala, tenutosi a New York, al Whitney Museum of American Art, numerose celebrities hanno indossato abiti della Maison Versace.

Mariah Carey - Cantante - Ha indossato un abito Versace da sera in jersey nero.
Sting - Cantante - Ha indossato uno smocking collezione Versace Uomo Autunno Inverno 08/09. Anche la moglie Trudy Styler ha scelto un abito Versace cocktail ricamato in chiffon nero della collezione Autunno Inverno 08/09.
Cristina Ricci - Attrice - Ha indossato un abito ricamato in satin grigio, Atelier Versace collezione Autunno Inverno 2008-2009.
Patrick Dempsey - Attore - Ha indossato un abito nero a due bottoni in lana e seta, collezione Versace Uomo Autunno Inverno 08/09.
Nick Cannon - Attore e cantante - Ha indossato uno smocking mono-bottone con doppio revers collezione Versace Uomo Autunno Inverno 08/09.
Julian Schnabel - Artista - Ha indossato uno smocking mono-bottone con revers a scialle, collezione Versace Uomo Autunno Inverno 08/09. Anche suo figlio Vito Schnabel ha scelto uno smocking Versace con revers a specchio sempre della collezione Versace Uomo Autunno Inverno 08/09.

(Crisalide Press)


giovedi 23 ottobre 2008
MODA: MORTO BLACKWELL, LINGUA TAGLIENTE

WASHINGTON - Era la lingua più acida e tagliente di Hollywood. Lo stilista Richard Blackwell, morto a Los Angeles all'età di 86 anni, aveva creato negli anni '60 la lista delle Dieci Celebrita' Peggio Vestite, diventata un evento annuale grazie alla perfidia delle definizioni spesso basate su geniali giochi di parole. Così Madonna era descritta come "The Bare-Bottomed Bore of Babylon" (la 'Noiosa Peccatrice dal Sedere Nudo'), Sharon Stone era "Una Crudelia Demon ormai invecchiata" e Britney Spears era passata "da Principessa del Pop a fashion flop". Lo stilista non limitava alle attrici le sue definizioni acide.

Nel 1969 al primo posto aveva messo la Regina Elisabetta ('Un catalogo vivente di ciò che è fuori modà) e nel 1994 era toccato a Camilla Parker Bowles ('Si è vista nello specchio e l'ha incrinatò). Blackwell non aveva risparmiato neanche gli uomini: nel 1996 era toccato al campione di basket Dennis Rodman finire al primo posto (si era vestito da sposa in un famoso servizio fotografico) e due anni dopo era finita in vetta Linda Tripp, l'amica di Monica Lewinsky (definita 'un cane da pastore dal pelo arruffato'). Blackwell, nato nel 1922 a New York come Richard Sylvan Selzer, ha avuto una infanzia molto difficile: più volte violentato dal patrigno (si rifugiava sul balcone di casa con una bottiglia rotta come arma di difesa) si era prostituito nel circuito gay per vivere.

Negli anni '30 si era trasferito in California dove aveva tentato la carriera di attore conquistando pero' solo parti minori (arrotondava facendo il fattorino per la Warner). Negli anni '50 aveva scoperto il suo talento di stilista, affermandosi rapidamente. Le sue creazioni erano state indossate da Jayne Mansfield, Jane Russell e da Nancy Reagan. Ma era stata la lista delle celebrita' peggio vestite a dargli fama durevole: all'epoca era una novità.

La prima lista, uscita nel 1960, vedeva Anna Magnani al primo posto ('Sembra Eleonora Duse impegnata in una tragedia di Shakespeare vestita da barbonà) e Brigitte Bardot al secondo. L'anno successivo aveva inserito Sofia Loren al secondo posto ('Veste come una commessa anche nella vita realé). I suoi bersagli preferiti erano all'epoca attrici come Zsa Zsa Gabor, Jayne Mansfield, Liz Taylor, l'eterna Cher. In tempi più moderni il mirino impietoso dello stilista si era spostato su bersagli come Paris Hilton e Britney Spears ('Stile libero, assolutamente prive del senso della moda), Mariah Carey ('Please, lascia qualcosa alla nostra immaginazioné) e Cristina Aguilera ('Tutta volgarità, niente classé). Negli ultimi anni, con i siti di pettegolezzi su Internet pronti a rovesciare ogni giorno tonnellate di malignità sui divi, la lista di Blackwell aveva perso il suo sapore di novità. Ma continuava ad essere pubblicatissima dai media americani.

(Ansa)


giovedi 23 ottobre 2008
USA: AL PRIMO POSTO IL NUOVO SINGOLO DI BRITNEY

Britney Spears fa il record nella nuova classifica USA: il suo singolo “Womanizer” brucia le tappe passando dal numero 96 all’1 e vende 286.000 copie in download. Negli Stati Uniti si tratta del miglior risultato da parte di un’artista donna da quando, nel 2003, si è iniziato a conteggiare i download digitali.
Per quanto riguarda invece gli album, “Paper trail” di T.I. muove altre 177.000 unità e rimane al vertice come la scorsa settimana, quando il disco era riuscito a smerciare 568.000 pezzi. Risolleva la testa “Death magnetic” dei Metallica; l’album dei Four Horsemen passa dal numero 5 al 2 mettendo in carniere altre 66.000 copie. Debutta sulla terza tacca “Appeal to reason” dei Rise Against, gruppo rock fondato a Chicago nel 1999, mentre cala dal 2 al 4 l’omonimo di Jennifer Hudson, cantante della terza serie di “American idol”. Gli Oasis, piuttosto inaspettatamente, entrano in Top 10 per la prima volta dal 1997: il loro “Dig out your soul” esordisce in quinta posizione. Novità anche al sesto posto, dove arriva "The bootleg series vol. 8 - Tell tale signs: rare and unreleased, 1989-2006" di Bob Dylan. Per il menestrello di Duluth si tratta della diciassettesima entrata in Top 10 e ben della cinquantesima nella classifica generale statunitense. Rimane sul settimo scalino per la terza volta consecutiva “Rock n roll Jesus” di Kid Rock, va giù dal 6 all’8 “Year of the gentleman” di Ne-Yo, entra sul numero 9 “Greatest hits 3” di Tim McGraw, chiude i magnifici dieci “Covers” di James Taylor. “Closer: the best of Sarah McLachlan” perde di un soffio l’aggancio alla Top 10; il disco si ferma al numero 11 con 40.000 copie.

(Rockol)


giovedi 23 ottobre 2008
ALICIA KEYS E COLDPLAY IN TESTA AGLI AMERICAN MUSIC AWARDS

Alicia Keys conduce la corsa delle nomination ai prossimi American Music Awards con cinque menzioni, mentre a quota quattro ognuno vi sono Coldplay ed Eagles. A quota due ci sono Kanye West, Carrie Underwood, Mary J.Blige, Garth Brooks, Mariah Carey e Rascal Flatts, mentre tra i vari artisti fermi ad una menzione sono da annoverare Foo Fighters, Jay-Z, Linkin Park, Kid Rock e Rihanna. La premiazione della trentaseiesima edizione della manifestazione si svolgerà il prossimo 23 novembre al Nokia Theatre di Los Angeles. Si esibiranno dal vivo, tra gli altri, Jonas Brothers, Pink e New Kids On The Block. I vincitori più premiati nella storia degli AMA’s sono gli Alabama, con 22 statuette.

(Rockol)


giovedi 23 ottobre 2008
PAVAROTTI: CD E DVD CON I DUETTI PIU' BELLI

E' prevista per il 17 ottobre l'uscita di un nuovo cd e un dvd di Luciano Pavarotti.
Il cofanetto conterrà i duetti più belli del tenore con le pop star internazionali, tratti dai vari Pavarotti & Friends.

Ad un anno dalla scomparsa del grande tenore modenese, la Decca pubblica i duetti più belli di Big Luciano.

Molti dei cantanti che duettano con lui in questo album hanno omaggiato ieri sera Luciano Pavarotti in un concerto a Petra.

Tra le star che faranno parte del cofanetto speciale troviamo: Celine Dion, Elton John, Mariah Carey, Bono, Eric Clapton, Lionel Richie, Bryan Adams, Sheryl Crow, Jon Bon Jovi, Eurythmics, per citarne alcuni.

Il tributo di ieri sera (giorno del suo compleanno), in onore del tenore, ha visto salire sul palco: Andrea Bocelli, Jovanotti, Laura Pausini, Sting che si è esibito con il liutista Edin Karamazov e Zucchero.

Pavarotti è stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo, sia per le indubbie qualità vocali quanto per l'impegno profuso in campo sociale.

(Fullsong)


sabato 04 ottobre 2008
NUOVO SINGOLO: "I STAY IN LOVE"

Uscirà tra poco un nuovo singolo estratto dall'ultimo album di Mariah; si tratta di "I Stay In Love" che dovrebbe iniziare ad imperversare nelle radio americane a partire dal 21 ottobre.
Jasmine Dotiwala nel suo blog ha detto, " Chiarisco una cosa, tutte queste storie che non verranno più pubblicati singoli da E=MC2 non sono esatte".

Mariah questo weekend sarà a Las Veas proprio per girare il video per "I Stay In Love". Il clip sarà girato da Nick Cannon secondo una story line scritta dagli stessi Mariah e Nick.
Intanto il singolo è già scaricabile da ITunes USA.

(mariahdailyjournal - mariahsunflowers)


sabato 04 ottobre 2008
MARIAH DIVENTA GLOBAL HUNGER AMBASSADOR

Mariah sta assumendo un ruolo di grande importanza e sta facendo sentire la sua voce nella lotta contro la fame in qualità di Ambassador for the World Hunger Relief 2008 Fall Campaign che andrà a beneficiarlo United Nations World Food Programme (WFP). Per dare il suo supporto, Mariah ha concesso un download libero della canzone "Love Story", dall'ultimo album E=MC2, a chiunque faccia una donazione in uno dei 35.000 ristoranti Yum! Brandsche partecipano in tutto il mondo.
Più di 850 milioni di persone in tutto il mondo combattono contro la fame e la malnutrizione. Questoè dovuto ad una crisi globale del cibo. La fame uccide più persone di quanto non facciano l'AIDS, la malaria e la tubercolosi messe assieme. Noi possiamo fare in modo che questo non succeda più. per piacere, aderisci alla campagna di Mariah, di Yum! Brands e allo United Nations World Food Programme. Per maggiori informazioni www.FromHungerToHope.com.

(MariahCarey.com - mariahsunflowers)


sabato 04 ottobre 2008
AMY E MARIAH NEL TRIBUTE ALBUM DI QUINCY JONES

Un nuovo album dalle grandi ospitate, nel quale spiccherà la Winehouse, la Carey e Usher.

Ecco servita su un piatto d'argento la vendetta della turbolenta Amy Winehouse nei confronti della rivale canora Alicia Keys.
Ricordate le peripezie per la scelta della voce femminile per la soundtrack di Quantum of Solace?
Ebbene, compagno di avventura di Amy per il brano Another way to die avrebbe dovuto essere Mark Ronson, cantante nonchè produttore, il quale però aveva preferito accantonare il progetto a causa delle ormai troppo note bizze della Winehouse.
A quanto pare, però, le si sta aprendo una nuova porta per partecipare al tribute album dedicato al mitico Quincy Jones.
L'album vedrà la partecipazione di tanti artisti tra i quali val bene la pena menzionare Mariah Carey e Usher.
Una nuova opportunità offerta da Ronson all'esagerata Amy Winehouse che, in questi giorni, rotocalchi e magazine di gossip vorrebbero allo stremo fisico e mentale per sua stessa ammissione.
Una cosa è certa: sia questa strategia di marketing o reale interesse per le doti canore della sregolata Amy, questo album tributo potrebbe essere il giusto stimolo per risalire la china.

(fullsong)


sabato 04 ottobre 2008
WHAT'S UP

- Recentemente Oprah Winfrey avrebbe negato le voci che stanno circolando su una presunta gravidanza di Mariah. "Abbiamo chiamato Mariah e ci ha confermato la falsità della notizia", ha detto Oprah durante il suo show;

- nuovo appuntamento per Long Island Music Hall of Fame Induction: Mariah parteciperà a questo evento previsto per il 30 ottobre a NY. Altre star presenti saranno Public Enemy, LL Cool J, Neil Diamond e The Ramones;

- gli utenti di 411mania.com hanno votato per le 5 canzoni migliori degli anni 90. "One Sweet Day" si è piazzata alla posizione #4;

- Mariah Hosting Nick's Birthday Party at PURE
On Tuesday, October 7, Mariah will be hosting Nick's birthday party at PURE Nightclub inside Caesars Palace in Las Vegas, Nevada. Check out the press release below.

- sembra che Mariah abbia organizzato la festa di compleanno per il marito Nick, questo 7 ottobre, presso il Pure, uno dei club più cool di Las Vegas;

- questa la scaletta eseguita da Mariah al mini-concerto di Hong Kong:
01 - Touch My Body
02 - Shake It Off
03 - Dreamlover
04 - I'll Be There
05 - My All/My All Remix
06 - Make It Happen
07 - Always Be My Baby
08 - I'm That Chick
09 - We Belong Together
10 - Hero updated
11/12 - Without You/We Belong Together Remix (Outro).

(mariahdailyjournal - mariahsunflowers)


sabato 04 ottobre 2008
PRINCIPE DEL BRUNEI, SOLDATO PER POCO

Il 26enne Azim, playboy figlio del sultano del Brunei, ha abbandonato dopo soli sette giorni la dura accademia militare di Sandhurst. Nella stessa base, sono stati addestrati suo padre, considerato l'uomo più ricco al mondo, e i principi inglesi William e Harry. Lontano dai lussi e dalle ricchezze, il 26enne ha collezionato un'altra figuraccia: prima era già stato rifiutato dall'Università di Oxford.
Dopo essersi laureato nella Oxford Brookes University, il principe del Brunei pareva pronto per la vita militare: in compagnia del potente padre, all'inizio di settembre si era presentato nella base di Camberley nel Surrey. Lì il sultano aveva avuto un incontro privato con il comandante Maggiore Generale DJ Rutherford Jones.
Da quel momento era cominciato il faticoso, ma breve, addestramento militare di Azirm. Ma, a distanza solamente di una settimana dall'inizio dei corsi, la decisione dell'abbandono: una mattina, il principe si è alzato e ha avvisato i suoi compagni cadetti che non avrebbe preso parte all'esercitazione mattutina. Due giorni dopo, "armato" di valigie, il principe era pronto per tornare a casa.
Il principe non sarà certo ricordato per la sua tenecia e per la sua determinazione. Indimenticabili sono, invece, i preziosi regali che ha donato ad alcune star, come una collana dal valore di 3 milioni di sterline consegnata con un jet privato alla prorompente Mariah Carey o un anello da 30mila sterline regalato a una ex concorrente del Grande Fratello inglese. Troppo impegnato in feste e sfarzi, Azim non brilla neanche nello studio: nonostante le pressioni del padre, la sua domanda di ammissione era stata rifiutata dall'Università di Oxford e perciò aveva dovuto ripiegare sulla meno celebre Oxford Brookes University.

(tgcom)


sabato 04 ottobre 2008
ZOHAN, TUTTE LE DONNE VENGONO AL PETTINE

La questione Israelo-Palestinese è una sorta di tabù ad Hollywood per una serie di motivi abbastanza spinosi e scomodi. Com’è ben noto, la comunità ebraica è molto influente nella Città del Cinema californiana, tanto in termini produttivi, quanto creativi. Nomi come Woody Allen, Steven Spielberg, Melvin Kaminsky (meglio noto ai più come Mel Brooks), Avi Arad (fondatore degli ormai celeberrimi Marvel Studios) sono dei punti di riferimento imprescindibili per l’industria e hanno dato origine ad autentiche perle di storia del cinema: la nostra vita di cinefili non sarebbe, probabilmente, la stessa senza l’avventura del tenero E.T., senza gli scambi di battute fra Igor, che si pronuncia Aigor, e il Dottor Frankenstein, che, invece, va detto “Frankenstin”, o senza le domande esistenziali di un gruppo di spermatozoi pronti ad andare in missione.
Tale ascendente da luogo, però, a dei notevoli grattacapi quando si devono fronteggiare temi ardui come, appunto, i sanguinosi dissidi nel medio oriente. Se, da una parte, il cinema europeo, vuoi per una diversa sensibilità, vuoi per le differenti dinamiche di produzione, non è alieno dall’affrontare con una certa frequenza l’argomento della difficile convivenza fra ebrei e mussulmani, con opere di rara intensità e poeticità come “Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran” di Francois Dupeyron o “La Banda” dell’israeliano Eran Kolirin (prodotto con capitali franco/israeliani), Hollywood molto spesso elude queste vie tortuose e le polemiche che accompagnarono l’uscita del controverso, struggente e splendido “Munich” di Steven Spielberg, ricordano alle platee del mondo che certe dispute è meglio lasciarle trattare agli europei che, quanto a grancassa mediatica e a rientri delle spese sostenute, stanno esponenzialmente più indietro rispetto al mastodontico Sistema delle Major e si possono quindi permettere il lusso di esplorare territori off limit.
A tre anni di distanza dal film di Spielberg, ecco che la Mecca del Cinema tocca nuovamente, seppur velando il tutto col rassicurante e digeribile manto della commedia, l’ostica materia di cui sopra con “Zohan. Tutte le donne vengono al pettine” (Sic!), diretto da Dennis Dugan ed interpretato da Adam Sandler, autentico King of Comedy statunitense che ancora, nonostante diversi anni d’onorata carriera, stenta a far breccia nei cuori degli spettatori italiani.
Sarà questa la volta buona?


Sulla spiaggia israeliana di Bat Yam, il super agente del Mossad Zohan Dvir (Adam Sandler) si sta godendo un po’ di sano riposo esibendo il suo look da spiaggia a base di jeans corti, maglietta raffigurante Mariah Carey (!) e sandali d’ordinanza. Fra un ostentazione di mirabolanti palleggi di hacky sack capaci di suscitare effetti simil orgasmici nelle, naturalmente, bellissime bagnanti presenti sul litorale, gare di tiro alla fune dove riesce a sconfiggere da solo un gruppo di forzutissimi energumeni e non solo (tranquilli, non vi rovineremo la sorpresa rivelandovi quali altri atipici contendenti verranno battuti dal nostro energico protagonista) e abbondanti sorsate di aranciata Fizzy Bubblech lo spasso e il relax sembrano garantiti per Zohan. Tuttavia, mentre prepara in spiaggia, con una misé quantomeno osé, del pesce arrosto per lui, un suo amico e le loro sexy commensali, un elicottero dell’esercito israeliano atterra, interrompendo pranzo e vacanza: c’è di nuovo bisogno del suo aiuto perché il terribile terrorista palestinese Fatoush "Phantom" Hakbarah (John Turturro) è di nuovo in azione.
Zohan però è stanco di questa lotta sanguinaria e infinita. I suoi sogni, infatti, nascono e crescono fra le pagine di un catalogo anni ottanta di Paul Mitchell, fra le messe in piega alla moda, seppur di vent’anni fa, le cotonature improbabili e i tagli di capelli Avalon Style. Non vuole più seguire le logiche guerrafondaie e di vendetta che regnano fra il suo popolo e quello palestinese. Desidera solo rendere le persone “lisce come la seta” usando forbici e phon.
Quale miglior occasione per poter ricominciare da capo una vita che fingersi morto durante lo scontro con Phantom? Grazie all’aiuto del suo amico pellicano (!), riuscirà nel suo intento e, viaggiando nella stiva di un aereo passeggeri, sbarcherà nella Grande Mela, tenendo tutti all’oscuro della propria identità e provenienza. Da lì in poi, inizierà la sua ascesa come coiffeur lavorando presso il salone della bella palestinese Dalia (Emmanuelle Chriqui) di cui finirà per innamorarsi. I guai inizieranno tanto nel momento in cui verrà riconosciuto da un tassista palestinese di nome Salim (Rob Schneider) quanto a causa dei piani del businessman Michael Buffer, deciso a rimodernare tutto l’isolato attraverso la costruzione di un centro commerciale. E così, Zohan dovrà scontrarsi nuovamente con Phantom, divenuto nel frattempo titolare di una catena di fast arabian food. Ma gli esiti di ciò, potrebbero forse portare inattese conseguenze?.

Adam Sandler, a dispetto della sua quasi totale mancanza di consensi nel Bel Paese, rappresenta un vero e proprio punto fermo dello showbiz statunitense: quasi tutti i suoi film hanno superato la fatidica soglia dei cento milioni di dollari d’incasso ai botteghini stars and stripes. Condivide la stessa strana sorte di Will Ferrell, dato che quasi tutto ciò che tocca si trasforma in una gallina dalle uova d’oro, ma, come l’altissimo comprimario di diversi film con Ben Stiller e Owen Wilson, viene apprezzato all’estero più che altro quando si cala in contesti meno dichiaratamente carnascialeschi e più virati verso il cinema, per così dire, “impegnato” ("Punch Drunk Love" di Paul Thomas Anderson o "Reign Over Me" di Mike Binder), se vogliamo proprio usare una di quelle limitanti etichette tanto in voga quando si devono fare delle distinzioni manichee in ambito cinematografico.
Paradossalmente, questo "You don’t mess with the Zohan" (ringraziamo vivamente chi ha scelto lo “spiritosissimo” titolo italiano del film perché ha dimostrato ancora una volta che non c’è davvero limite al peggio), ha molto più in comune con la tragedia post 11/9 firmata Sandler/Binder piuttosto che con la becera commedia dei PACS "I Now Pronounce You Chuck and Larry" diretta sempre da Dennis Dugan e intepretata dal nostro golden boy in coppia con Kevin James, attore che merita affetto già solo per le divertentissime e goffe mosse di danza esibite in "Hitch" dove rubava più di una volta le luci della ribalta a quell'altro fabbrica verdoni di nome Will Smith.
La lavorazione del film, infatti, era già iniziata nel 2000, ma il tutto venne poi messo in stand by a causa dei tragici eventi accaduti nel settembre del 2001. Gli strascichi di quel giorno che ha segnato in modo profondo la coscienza collettiva statunitense, e non solo, si fanno sentire in più di una scena di questo Zohan in cui spesso vengono derise le paure che ormai albergano negli abitanti della grande mela, il timore originato dal fatto che solo perché una persona ha un colore della pelle un po’ troppo tendente allo scuro e una barba nera e crespa debba essere per forza un terrorista (un’angoscia già resa esplicita da Spike Lee e Russell Gewirtz in "Inside Man"). La base per una buona commedia di costume, quindi, ci sarebbe pure; il problema però, è costituito dal fatto che Sandler and Co. non hanno mai il coraggio di far crescere il counter della satira, non arrivano mai a viaggiare in sesta come invece è solito fare un altro Big Boy dello spettacolo Yiddish, quel Sacha Baron Cohen capace di lacerare ben più a fondo le ipocrisie del costante clima di paura e xenofobia in cui vive buona parte del mondo occidentale. Adam Sandler ha, se non altro, il merito di non riproporre in toto i soliti tratti distintivi dei suoi personaggi, sempre sbruffoni, fedifraghi e tendenzialmente bastardi, almeno fino al classico ravvedimento finale dovuto, per lo più, all’incontro con la donna della vita. Zohan Dvir è un adorabile e sognatore pushtak (una specie di punk israeliano tipico degli anni ’70 e ’80) che stravede per la discomusic, Mariah Carey, per dei tagli di capelli Paul Mitchell che ignora essere ormai fuori moda; dopo anni passati ad inseguire e catturare terroristi che vengono poi puntualmente rilasciati per via di qualche trattativa o scambio di prigionieri, desidera solo farla finita con questo clima d’odio regalando un look “setoso”alle persone per farle sentire meglio! Unico trait d’union con le altre performance, è l’incredibile ascendenza di Zohan sul gentil sesso: le sue ragguardevoli doti, messe ben in evidenza da una protuberanza inquietante che fa prepotentemente capolino nelle “parti basse”, manda in visibilio le attempate clienti del salone di Dhalia, tanto che ogni seduta si trasforma in una sorta d’amplesso allegorico in cui sono le bocce di shampoo ad eiaculare addosso alle entusiaste e soddisfatte avventrici.
Se, quindi, da un certo punto di vista, l’obbiettivo di deridere certe paure ormai endemiche è centrato solo in parte, è nella delirante assurdità di certe scene che Zohan colpisce appieno il bersaglio. Buona parte del film, è abbellita da quell’ironia iperbolica e dissacrante tipica delle migliori produzioni del trio Zucker/Abrahams/Zucker, tanto nelle scene d’azione (che parodiano quel parkour tanto in voga negli action USA in stile "Casino Royale"), quanto in quelle semplicemente dialogate in cui, solo per fare un esempio, i personaggi chiacchierano amabilmente nel salotto di casa mentre giocano ad hacky sack, usando una palletta davvero poco convenzionale.
Adam Sandler, seppur con una prova davvero in linea con le sue doti da comedian, non ha però il coraggio di aggiungere quel pizzico di cattiveria in più che gli avrebbe forse permesso un ulteriore salto di qualità e la sceneggiatura scorre via in modo del tutto prevedibile, così come alcune gag, semplicemente basate sui classici stereotipi razziali. Il cast di comprimari, regge bene il ritmo della vicenda. John Turturro riesce in maniera davvero mirabile a passare dal cinema indie a quello mainstream grazie al suo istrionismo sopra le righe, mentre le classiche spalle di Sandler, Schneider e Swardson fanno, come al solito, il loro dovere fornendo dei validi assist al protagonista (ed è proprio di un imbranato Schneider alle prese con una hot line per terroristi una delle scene più divertenti di tutto il film).
Nutrito il numero dei cameo, come spesso accade nelle pellicole di Adam Sandler: Henry Winkler, Mariah Carey, Kevin James, Gorge “Sulu” Takei sono solo alcune delle celebrità che faranno capolino in Zohan.
Ma la palma d’oro per la comparsata più caustica e corrosiva va al cantante Dawe Matthews. Vedere per credere.

(everyeye)


sabato 04 ottobre 2008
LE POPSTAR PIU' SEXY DEL 2008

Il pop è sexy, come spesso le sue protagoniste. Vota la protagonista più sexy del panorama pop mondiale (e italiano) che ha avuto un ruolo di spicco con la sua musica, e con le sue curve, anche. Potete votare solo se registrati al sito e il sondaggio avrà una durata di una settimana. Se avete le carte in regola, vi basta cliccare sull’apposita immagine.

I protagonisti sono: Alicia Keys, Mariah Carey, Britney Spears, Leona Lewis, Rihanna, Madonna, Giusy Ferreri, Nicole Scherzinger, Miley Cyrus, Christina Aguilera, Katy Perry, Estelle. Per facilitare il lavoro, vi mostriamo una gallery dedicata con foto di maggiore qualità. A tra sette giorni con i risultati.

(soundsblog)


sabato 04 ottobre 2008
MARIAH CAREY, UNA COMPILATION DI BALLATE

Uscirà il prossimo 24 ottobre in Italia un nuovo cd della popstar Mariah Carey intitolato "The ballads". Si tratta una compilation di ballate, 18 successi realizzati in un decennio di carriera (è tra le artiste femminili di maggior successo nella storia della musica, con oltre 200 milioni di dischi venduti) e che hanno visto la collaborazione di artisti come Boyz II Men, Westlife, Luther Vandross e altri. La compilation uscirà il 20 ottobre in Inghilterra e nel Gennaio 2009 in Canada e America forse anche per accompagnare il ritorno della cantante sul grande schermo che avverrà il prossimo dicembre nella pellicola 'Tennessee' con un ruolo di primo piano. Oltre a comparire come attrice, Mariah Care ha interpretato una canzone che fara' da colonna sonora al film dal titolo 'Right To Dream'.

(bintmusic)


sabato 04 ottobre 2008
50 ANNI DI CLASSIFICHE SU BILLBOARD

Il settimanale statunitense che viene definito la Bibbia del musicbusiness va giustamente fiero delle sue classifiche, la famosa hit, di cui si celebrano ora i 50 anni. Per l'occasione, Billboard ha pubblicato con grande clamore l'elenco dei singoli più venduti. Al primo posto, sorpresa, resta dopo 48 anni di miliardi di canzoni il singolo "The Twist" di Chubby Checker, anno di grazia 1960.
Ma non minor sorpresa suscita il secondo posto: Santana, ma non il Santana degli anni ruggenti, bensì quello della rinascita di Supernatural nel 1999, con la canzone "Smooth" featuring Rob Thomas. E poi c'è qualcuno che continua a chiamarla "musica giovane...". (tra l'altro, di Santana sta uscendo un cofanetto.-..).
A seguire:
3) Bobby Darin, Mack the Knife, 1959.
4) LeAnn Rimes, How Do I Live, 1997
5) Los Del Rio, Macarena, 1996
6) Olivia Newton-John, Physical, 1981
7) Debby Boone, You Light Up My Life, 1977
8) The Beatles, Hey Jude, 1968
9) Mariah Carey, We Belong Together, 2005
10) Tony Braxton: Un-break My Heart, 1996.
Ovviamente questi dati si riferiscono soltanto al mercato americano.

Colpisce che molte canzoni rimaste nell'immaginario collettivo siano molto indietro nella hit delle hit: I Bee Gees con "How Deep is Your Love" del 1977 sono ventesimi, venticinquesimi i Police con "Every Breath You Take" dell'83 (seguiti da "What a Feeling" di Irene Cara, dello stesso anno).
"Night Fever" dei Bee Gees nel '78 è al n.33, "Say Say Sa y" di McCartney-Michael Jackson dell'83 è al 35; "Candle in the Wind" di Elton John (1997 in morte di Diana), è al n.41.
Mi sorprende che Madonna sia solo al n.95 con "Like a Virgin", del 1984..

(la stampa)


sabato 04 ottobre 2008
MILANO: HIP HOP TV PARTY, IL PRIMO CANALE DEDICATO ALLA MUSICA URBAN

Five Stars è il fiore all’occhiello dell’hip hop italiano, un gruppo di operatori del settore che nel tempo si sono affermati grazie ad organizione di eventi, one night e collaborazioni con etichette, artisti e operatori media. Five Stars ospita questo venerdì la festa del primo canale televisivo interamente dedicato alla musica black: HIP HOP TV.
Sul palco, per l’occasione, una kermesse di artisti di proporzioni gargantuesche.
Circa venti realtà più o meno famose del panorama hip hop italiano: dai Club Dogo a Piotta, da Esa e Tormento a Marracash. Oltre naturalmente a molti ospiti e soprattutto ai dj resident di Five Stars Max Brigante ed Herca e al vocalist/animatore della serata Mc Rido.
Five Stars collabora pienamente alla nascita di Hip Hop TV, attraverso la figura di Max Brigante che ne è direttore artistico.
Lui stesso afferma che «La penetrazione della cultura hip hop nella società contemporanea non ha eguali» continua Brigante «Musica, moda, città, linguaggio, tutto sembra muoversi a ritmo di hip hop». Le principali star della musica contemporanea appartengono alla scena urban, da Justin Timberlake a Mariah Carey, passando per Rihanna e Snoop Dogg, solo per citarne alcuni. Vivo la nascita di Hip Hop TV come una naturale conseguenza di questa evoluzione culturale e musicale. Hip Hop TV piacerà a tutti: sarà una TV capace di soddisfare i cultori del genere e di conquistare anche i molti che – proprio grazie a Hip Hop TV - scopriranno di amare la musica black». Proprio Hip Hop TV è da subito diventato media partner delle serate Five Stars insieme a radio 105
Five Stars è il marchio di riferimento della scena Hip-Hop milanese da oltre 6 anni. Uno straordinario concept di residenza hip hop che offre al pubblico intrattenimento dal Djset accompagnato da Mcs di fama nazionale, al corpo di ballo professionista, a veri e propri concerti dal vivo coi principali protagonisti della scena hip hop italiana.
Dal palco di Five Stars sono passati tutti gli esponenti del genere nel corso degli anni. Numerose anche le sedi che hanno ospitato Five Stars: Rolling Stone, Hollywood, Amnesia solo per citarne alcuni.

Apertura ore 23.00 Ingrersso 20 €, con riduzione 15 €

(newsfood)